Nel cuore di un bosco che non compariva su nessuna mappa, dove la luce filtrava come polvere d’oro tra le foglie, vivevano fate e gnomi legati da un patto antico quanto le radici delle querce.
Le fate abitavano i rami alti, in case di petali cuciti con fili di rugiada. Al mattino pettinavano l’aria con ali iridescenti, lasciando scie di profumo di miele e menta. Gli gnomi invece vivevano sotto terra, in gallerie tonde come abbracci, illuminate da funghi-lanterna che cambiavano colore a seconda dell’umore del bosco.
Un giorno il Ruscello dei Sussurri smise di cantare. L’acqua scorreva, ma senza voce. Senza il suo canto, le fate non riuscivano più a far fiorire le gemme, e gli gnomi perdevano la strada nelle loro stesse tane. Il bosco tratteneva il respiro.
Fu Lilla, una fata con le ali screziate di blu, a scendere per la prima volta sotto terra. Lì incontrò Tobia, uno gnomo con la barba intrecciata di muschio e occhi curiosi come nocciole. Insieme scoprirono che una pietra antica, il Cuore di Selva, si era incrinata, rubando la voce al ruscello.
Ripararla richiedeva due magie diverse. La luce delle fate e la pazienza degli gnomi. Lilla raccolse bagliori di luna in una conchiglia di foglia, mentre Tobia levigò la pietra con sabbia di stelle cadute. Quando posarono le mani sul Cuore di Selva, il bosco fremette come una corda pizzicata.
Il ruscello tornò a cantare, più dolce di prima. I funghi risero di luce, le foglie applaudirono, e perfino le ombre sembrarono sorridere. Da quel giorno, fate e gnomi celebrarono insieme la Festa del Canto Ritrovato, danzando tra radici e rami, ricordando che il bosco vive davvero solo quando tutti ascoltano gli uni la magia degli altri. ✨🌲🧚♀️🧙♂️
