Era una notte silenziosa di luna piena. La luce argentea si rifletteva sulla superficie calma di uno stagno, facendo brillare l'acqua come uno specchio.
Sulla riva, seduti vicini tra l'erba alta, c'erano un riccio, un gatto nero, una ranocchia e un'ape.
«Che bella è la luna stasera!» disse la ranocchia, facendo un piccolo salto.
Il gatto nero alzò gli occhi verso il cielo. «Sembra una grande lanterna appesa tra le stelle.»
Il riccio annuì. «Mi piace quando illumina il sentiero. Così posso passeggiare senza perdermi.»
L'ape, che di solito dormiva a quell'ora, sbadigliò. «Io invece preferisco il sole, ma devo ammettere che questa luce è molto dolce.»
Per un po' rimasero in silenzio ad ascoltare il canto dei grilli.
Poi la ranocchia chiese: «Se poteste esprimere un desiderio alla luna, quale sarebbe?»
«Vorrei vedere il mondo oltre il bosco,» rispose il gatto nero.
«Io vorrei trovare un giardino pieno di fragole,» disse il riccio.
L'ape sorrise. «Vorrei un prato infinito di fiori profumati.»
La ranocchia rifletté un momento. «Io vorrei che potessimo incontrarci qui ogni notte di luna piena.»
Gli altri si guardarono e sorrisero.
«Questo desiderio possiamo realizzarlo subito,» disse il gatto.
E così fecero. Da quella notte, ogni volta che la luna piena brillava sopra lo stagno, il riccio, il gatto nero, la ranocchia e l'ape si ritrovavano sulla riva a raccontarsi storie, ridere insieme e osservare il riflesso della luna danzare sull'acqua.
E lo stagno, felice di avere quattro amici così speciali, custodiva i loro segreti tra le sue onde argentate.

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